Una recente sentenza della Cassazione chiarisce che, un dipendente in convalescenza per infortunio, non può essere licenziato SOLO per aver svolto attività personali, fuori dalla propria abitazione, durante il periodo di assenza da lavoro per infortunio, a meno che queste non compromettano concretamente la guarigione. In altre parole, se sei in infortunio e decidi di fare una passeggiata, o dedicarti ad un hobby leggero, il tuo datore di lavoro non può utilizzare ciò come pretesto per licenziarti. Il lavoratore ha diritto ad una convalescenza serena!
La Cassazione ha ribadito che il licenziamento durante l’infortunio è legittimo solo se il datore di lavoro dimostra che le attività svolte sono incompatibili con la guarigione. La semplice presunzione non basta!
Durante il periodo di infortunio, il lavoratore potrà svolgere attività che non interferiscono con il suo recupero, attività non in contrasto con le indicazioni mediche. Ecco alcuni esempi concreti: passeggiate leggere, spesa, visite a parenti, attività sociali moderate; no a lavori pesanti, sport intensi, attività che aggravano l’infortunio. Ovviamente il principio chiave è la buona fede: se le tue azioni non dovessero compromettere la guarigione e non vanno a violare precise indicazioni mediche, il licenziamento sarebbe illegittimo.
Un aspetto spesso poco chiaro riguarda le visite fiscali. In caso di infortunio sul lavoro, non sei soggetto agli obblighi di reperibilità come accade per la malattia comune. Questo perché le visite fiscali non sono gestite dall’INPS ma dall’INAIL.
L’INAIL, infatti, è l’ente responsabile per i controlli relativi all’infortunio e può convocarti, presso le proprie sedi, per accertamenti medico-legali. Non sono previsti controlli domiciliari, come confermato dall’ INPS. Alcuni datori di lavoro ricorrono a investigazioni private per “scovare” dipendenti che svolgono attività durante l’infortunio. Tuttavia, anche se il controllo potrebbe essere lecito (discussioni in corso) le prove raccolte non possono giustificare un licenziamento, se non vi sono precise indicazioni mediche che dimostrino l’incompatibilità delle attività svolte, durante l’assenza da lavoro da infortunio, con la guarigione. Le prove ottenute con modalità illecite non sono valide in tribunale.
La recente sentenza della Cassazione è un passo avanti nella tutela dei lavoratori. Se sei in convalescenza per infortunio, hai il diritto di recuperare senza vivere nella costante paura di perdere il lavoro.
Durante A. M. Cristina